{"id":1717,"date":"2016-10-24T12:00:18","date_gmt":"2016-10-24T10:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.controsegno.com\/?p=1717"},"modified":"2016-10-24T12:33:53","modified_gmt":"2016-10-24T10:33:53","slug":"o-ring-art-studio-votum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.controsegno.com\/?p=1717","title":{"rendered":"O-ring Art Studio: Votum"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sabato 29 ottobre 2016, alle ore 18.00, si inaugura la mostra degli artisti Michela Alf\u00e8 e Mauro Caccavale, a cura di Veronica Longo, in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (lungomare Bagnoli, presso Cumana <em>Dazio<\/em>). Per l\u2019occasione <em>Lux in Fabula<\/em> presenter\u00e0 <em>Simulacri e simulazioni<\/em>, video-proiezioni inedite dedicate ad alcune prestigiose opere artistiche custodite nei musei di Napoli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Votum: \u00e8 questo il tema scelto dall\u2019<em>O-ring Art Studio<\/em>, che coniuga la tradizione partenopea all\u2019amore per l\u2019arte e la scienza, ma soprattutto alla \u201cfede\u201d verso la natura umana\u2026 in fin dei conti, cos\u2019\u00e8 la fede se non un atto di fiducia rivolto a un\u2019entit\u00e0, che sia essa visibile o intangibile? Ed \u00e8 proprio la fede l\u2019elemento che emerge in questi lavori, non intesa in senso religioso, ma come legame incondizionato&#8230; Non a caso, il marchio che rappresenta gli artisti \u00e8 un cerchio, un <em>O-ring<\/em>, ossia, una guarnizione, ma che agli occhi dei pi\u00f9 appare come un anello (\u201cla\u201d fede), un circolo, un elemento eterno e indivisibile, come lo era la sfera di Parmenide, che rappresentava l\u2019Essere nella sua pienezza e perfezione.<\/p>\n<p><strong>Michela Alf\u00e8<\/strong> e <strong>Mauro Caccavale<\/strong>, napoletani per origini e studi, uniti nella vita cos\u00ec come nell\u2019arte, fondano <em>l\u2019O-ring Art Studio<\/em> nel 2011: entrambi di formazione scientifica (chimico dei materiali con dottorato in <em>Ingegneria Chimica<\/em> lei, fisico sismologo con dottorato in <em>Rischio Sismico<\/em> lui), sentono poi l\u2019esigenza di esprimersi in maniera pi\u00f9 creativa. E cos\u00ec, Michela segue il fascino della pittura grazie all\u2019artista Tullia Matania, mentre Mauro si appassiona alla fotografia tradizionale stampata in camera oscura, sotto la guida del fotografo Ugo Pons Salabelle. Da questo connubio nasce l\u2019intuizione di fondere le diverse competenze scientifiche con le esigenze artistiche.<\/p>\n<p>Esordiscono nel 2011 con il progetto di fotografia analogica <em>Sovraimpressioni<\/em>, selezionato per la mostra <em>NICE (New Independent Curatorial Experience) \u2013 Place to be<\/em> alla X edizione di <em>Paratissima<\/em> (Torino Esposizioni, 2014) ed esposto alla galleria <em>Art design Factory <\/em>di Rivoli. Nel 2015 allestiscono <em>Heartquake<\/em>, prima personale nella suggestiva chiesa seicentesca di <em>San Biagio Maggiore<\/em> in via San Gregorio Armeno, un lavoro che integra mappe sismiche e cartografiche con antiche tecniche di stampa fotografica (cianotipia). Nello stesso anno presentano <em>Materica<\/em>, nelle cave di tufo di <em>Napoli Sotterranea<\/em>, una mostra di macrofotografia \u201ctecnologica\u201d che reinterpreta i nanomateriali avanzati di ultima generazione, svelandone la pittoricit\u00e0 intrinseca, inserita nella XIX ed. di <em>Futuro Remoto<\/em> e nella rassegna <em>Come alla corte di Federico II<\/em> al Centro Congressi dell&#8217;Universit\u00e0. <em>Heartquake<\/em> e <em>Materica<\/em>: esposizioni di gran pregio, che rispecchiano le attitudini dei due artisti, ma presi singolarmente\u2026 Senza dubbio, il \u201cpassaggio\u201d a <em>Votum<\/em> integra coerentemente le loro vocazioni pi\u00f9 profonde. Il primo <em>votum<\/em> nasce nel 2014 da una scintigrafia total body e partecipa alla X ed. di <em>Paratissima<\/em>: da qui l\u2019intuizione di continuare questo percorso carico di misteri e significati. <em>Votum<\/em> trae ispirazione dall\u2019antica consuetudine da parte dei fedeli di elargire alla divinit\u00e0 un dono in seguito a una grazia ricevuta, ma va ben oltre l\u2019aspetto visibile: si tratta di un lavoro altamente ricercato che, partendo dalle immagini trasparenti ed eteree di risonanze magnetiche, TAC, radiografie, ecografie e affini, raffiguranti dorsi, crani, denti, braccia, gambe, finiscono poi per \u201creincarnarsi\u201d in un corpo rinnovato. Ogni <em>votum<\/em>, anche se apparentemente impersonale, conserva in s\u00e9 la peculiarit\u00e0 di chi ne ha fatto parte, non a caso, il materiale strumentale appartiene a conoscenti degli artisti che scelgono di offrirlo affinch\u00e9, una volta rielaborato, (proprio sulla scia degli ex voto), possano riceverne nuova vita o esorcizzare il male per cui richiedono protezione. Questa offerta rituale di \u201cpezzi\u201d corporei, senza dubbio ai nostri tempi potrebbe apparire assurda o addirittura macabra, tuttavia si perde nelle origini di religioni cristiane e pagane: largamente diffusa nella cultura partenopea, la si riscontra soprattutto in moltissime chiese barocche con ex voto in metalli pregiati, quali oro o argento, raffiguranti le parti anatomiche malate interessate al \u201cmiracolo\u201d. Tutto ci\u00f2 \u00e8 solo il substrato del progetto che si dipana in maniera molto pi\u00f9 sottile e intimistica: i due artisti, infatti, una volta scelte le immagini strumentali pi\u00f9 significative le rielaborano e adattano ai \u201ccorpi \u201c in loro possesso. Molto spesso si tratta di figure in terracotta o manichini impagliati\u00a0 (la \u201cstruttura\u201d dei personaggi) che Michela e Mauro si procurano a San Gregorio Armeno, la ben nota strada dei pastori. Questo \u00e8 in perfetta aderenza sia con il culto della morte, da sempre presente in Campania e legato a una sorta di scaramanzia intrinseca nel popolo napoletano, sia con la tradizione degli ex voto in terracotta. Chi ha avuto il piacere di visitare Napoli, potr\u00e0 infatti riconoscere nel poderoso trittico <em>Votum (radici)<\/em>, per le sue \u201cramificazioni\u201d, le strabilianti <em>Macchine anatomiche<\/em> di Raimondo di Sangro contenute nel <em>Museo Cappella Sansevero<\/em> che mostrano gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema artero-venoso quasi perfettamente integro.<\/p>\n<p>Non solo, osservando <em>Sospensione<\/em> \u00e8 naturale ricordare le \u201ccapuzzelle\u201d contenute nel <em>Cimitero delle Fontanelle<\/em>, posto noto per il rito delle &#8220;anime pezzentelle&#8221;, che prevedeva l&#8217;adozione di un cranio, a cui corrispondeva un&#8217;anima abbandonata, al fine di ricevere una grazia di qualsiasi tipo.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la cultura napoletana si respira fortemente in <em>Votum<\/em>, tuttavia, la bellezza di questo \u201ccorpus\u201d artistico si manifesta per la sua umanit\u00e0: ogni immagine strumentale appartiene a una persona reale, concreta, spesso \u00e8 parte inconfessata di una storia di dolore e calvario: ogni opera racconta il suo vissuto, pi\u00f9 o meno drammatico, eppure ignoto a chi li osserva. Le singole lastre ai raggi x o le risonanze archiviate su un cd, nelle mani di Michela e Mauro non sono pi\u00f9 tali: riprendendo \u201ccorpo\u201d\u00a0 si trasformano in altre \u201cpersone&#8221; dalla nuova identit\u00e0. Ovviamente, si tratta di un lavoro altamente sofisticato dove ogni singolo pezzo, di modeste dimensioni, \u00e8 immortalato con la macrofotografia, secondo luci e posizioni accuratamente progettati sulla base dei raggi x e delle ecografie a loro disposizione. Cos\u00ec, le piccole terrecotte, si integrano con quell\u2019anima e nella foto in bianco e nero assumono le sembianze di statue di marmo o riproduzioni in gesso d\u2019et\u00e0 classica, simili ai filosofi di altri tempi, sospesi su uno sfondo \u201casettico\u201d di grande pulizia e nitore, affinch\u00e9 nulla possa tubarne la visione. Se ne discostano, in piccola parte, alcuni <em>votum <\/em>che invece presentano elementi apparentemente sconnessi, ma che in maniera criptica identificano chi ha donato la sua \u201cstoria\u201d: \u00e8 questo il caso del <em>Votum (la veronica)<\/em> che nelle palline da tennis sospese nell\u2019aria ricordano la vol\u00e9e alta di rovescio, con un riferimento a un\u2019artista incisore che nelle sue opere rappresentava le bolle di sapone fluttuanti verso il cielo. Questi lavori, di estremo interesse, depistano e incuriosiscono lo spettatore che cerca la soluzione dell\u2019enigma occulto al pari di un colto rebus.<\/p>\n<p>Infine, di rilievo \u00e8 il tipo di allestimento scelto dall\u2019<em>O-ring Art Studio<\/em>: ogni fotografia digitale, stampata su carta <em>Hahnemuhle photo rag matt<\/em>, \u00e8 montata su pannelli di legno intelaiati, come se la stoffa stessa fosse il sudario e la traccia ultima di un corpo pulsante. A completare il tutto, una serie di schizzi, i pezzi originali di terracotta, i manichini da cui sono stati tratti i lavori, un\u00a0 lightbox con lastre a raggi x, fanno in modo che il pubblico possa avere piena coscienza del tipo di lavoro effettuato, dalla fase di ideazione alla sua realizzazione finale.<\/p>\n<p>Senza ombra di dubbio, a prescindere dalla pregevolezza estetica e dalla perizia tecnica delle opere, questa dell\u2019<em>O-ring Art Studio <\/em>\u00e8 un\u2019esposizione che fa riflettere, sul valore della vita, sul senso di perdita della morte, ma soprattutto sulla fiducia e speranza che qualcosa possa cambiare e che sempre ci sar\u00e0 qualcuno che veglier\u00e0 su di noi\u2026 Come scriveva\u00a0 Parmenide nel poema <em>Sulla natura<\/em>, \u00abCompito del filosofo \u00e8 unicamente quello di rivelare la nuda verit\u00e0 dell\u2019Essere nascosta sotto la superficie degli inganni\u00bb: potremmo cos\u00ec asserire che nelle opere di Michela e Mauro, eliminata la <em>doxa<\/em>, ossia l\u2019apparenza (rappresentata esteriormente dal corpo), l\u2019uomo si rivela nella sua vera essenza (l\u2019interno non visibile a occhio nudo, ma fulgido come un\u2019aura), unica, perfetta e immutabile, perch\u00e9 l\u2019anima non ha confini e pur nel giorno del suo epilogo, essa continuer\u00e0 a esistere attraverso il ricordo di chi l\u2019ha amata\u2026<\/p>\n<p>Conclude la serata le video-proiezioni inedite in HD, <em>Simulacri e simulazioni<\/em>, a cura di <strong><em>Lux In Fabula<\/em><\/strong>, con montaggio e postproduzione video di <strong>Michele Albano<\/strong>, che consentono allo spettatore di avere un contatto ravvicinato e uno sguardo privilegiato con le sculture custodite all\u2019interno del Museo Archeologico e con l\u2019opera caravaggesca <em>Sette opere della Misericordia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Testo critico di Veronica Longo<\/em><\/p>\n<p><em>Rassegna stampa a cura di Simona Pasquale e Rosalba Volpe<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 aperta dal 29 ottobre al 13 novembre, dal marted\u00ec al sabato: 10.00\u201314.00 e 16.00\u201320.00; domenica 16.00\u201319.30. Luned\u00ec e festivi chiuso. INGRESSO LIBERO. Info: 3398735267 \/ 3395098790 <\/strong><a href=\"mailto:controsegno@libero.it\"><strong>controsegno@libero.it<\/strong><\/a><strong> &#8211; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.controsegno.com\/\"><strong>http:\/\/www.controsegno.com<\/strong><\/a><strong> &#8211; FB: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/AtelierControsegno\"><strong>AtelierControsegno<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Evento Facebook visibile anche per i non iscritti al social network: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/events\/622542921266837\/\"><strong>http:\/\/www.facebook.com\/events\/622542921266837\/<\/strong><\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_1719\" aria-describedby=\"caption-attachment-1719\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1719\" src=\"http:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Michele-Albano-LUX-in-FABULA-Simulacri-e-simulazioni-2016-videoproiezione.jpg\" alt=\"Michele Albano - LUX in FABULA, Simulacri e simulazioni, 2016, videoproiezione\" width=\"620\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Michele-Albano-LUX-in-FABULA-Simulacri-e-simulazioni-2016-videoproiezione.jpg 620w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Michele-Albano-LUX-in-FABULA-Simulacri-e-simulazioni-2016-videoproiezione-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Michele-Albano-LUX-in-FABULA-Simulacri-e-simulazioni-2016-videoproiezione-149x80.jpg 149w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1719\" class=\"wp-caption-text\">Michele Albano &#8211; LUX in FABULA, Simulacri e simulazioni, 2016, videoproiezione<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 29 ottobre 2016, alle ore 18.00, si inaugura la mostra degli artisti Michela Alf\u00e8 e Mauro Caccavale, a cura di Veronica Longo, in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (lungomare Bagnoli, presso Cumana Dazio). 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