{"id":1695,"date":"2016-06-08T17:04:05","date_gmt":"2016-06-08T16:04:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.controsegno.com\/?p=1695"},"modified":"2016-06-08T17:04:05","modified_gmt":"2016-06-08T16:04:05","slug":"lucio-statti-i-paesaggi-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.controsegno.com\/?p=1695","title":{"rendered":"Lucio Statti: i paesaggi dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sabato 18 giugno 2016, alle ore 18.30, si inaugura la mostra dell\u2019artista Lucio Statti, a cura di Veronica Longo, in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (lungomare Bagnoli, nei pressi della stazione Cumana Dazio).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per l\u2019occasione Lux in Fabula presenter\u00e0 il video-drone <em>Fuori dal mondo<\/em> e Giancarlo Cuneo suoner\u00e0 <em>Fugaci armonie<\/em>, composizioni per pianoforte.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Apparentemente sono solo paesaggi eppure, a vederli bene, seguono le regole di un mondo pi\u00f9 complesso\u2026 Statti, che da sempre nelle sue opere svolge la tematica ludica, indaga le ragioni profonde che muovono il nostro pianeta poich\u00e9, ogni elemento della natura, partecipa alle leggi e norme di un gioco pi\u00f9 grande e inspiegabile, che \u00e8 quello di un universo a noi ignoto.<\/p>\n<p>Lucio Statti, di origine napoletana, classe 1947, inizia la sua carriera di pittore da autodidatta, formandosi sui grandi esempi dei maestri del \u2018900, tra cui spiccano (a seconda dei periodi), la monumentalit\u00e0 di Mario Sironi, le atmosfere di William Turner, il senso del fantastico di Marc Chagall, la poesia della natura di Giorgio Morandi, le ambientazioni talvolta statiche e sospese del \u201crealismo magico\u201d di Felice Casorati\u2026 ma sebbene l\u2019artista sia figlio di questa proficua tradizione, se ne distacca interpretandola a suo modo. Negli anni \u201880 le sue opere si presentano con colori o atmosfere fantastiche in cui i paesaggi con alberi a forma di cubo o sfera, lasciano lo spazio a \u201csoldatini\u201d su cavalli (<em>Il piccolo generale<\/em>, 1987) o a fanciulli che volano in alto sollevati da palloncini (<em>Verso nuovi mondi<\/em>, 1989). Nel suo percorso artistico, segnato da numerosi riconoscimenti e mostre anche all\u2019estero, senza dubbio sono da menzionare la vincita del prestigioso premio <em>La Ginestra d\u2019oro<\/em> nel 1992 e la tesi per il conseguimento del diploma accademico che viene dedicata da Maria Montella al suo operato nel 2002. Se nelle opere degli anni precedenti il paesaggio fa solo da \u201cscenario\u201d per i suoi \u201cpersonaggi\u201d, tra il 2001 e il 2005 diventa protagonista assoluto delle tele e le ambientazioni si mostrano in maniera totalmente diversa con grandi distese infinite, lunghi orizzonti e talvolta sfondi \u201cpiatti\u201d dai cieli spettacolari invasi di morbide nuvole (<em>Terra di Puglia<\/em>, 2002; <em>Oltre il dosso<\/em>; <em>Orizzonte I e II<\/em>, tutte del 2003). In questi quadri, spesso di grandi dimensioni, non si avverte la necessit\u00e0 della presenza umana che potrebbe solo riscontrarsi in alcuni elementi che tornano di continuo, come simboli ricorrenti: barchette di carta, palloncini generalmente rossi, giocattoli immersi nella natura rigogliosa, composta da fronde lussureggianti (<em>Il sogno della libert\u00e0<\/em>, 2011). Sono sempre opere a olio su tela di lino o juta, che l\u2019artista prepara personalmente seguendo la tradizione della colla di coniglio stesa a strati, finch\u00e9 il supporto non sia idoneo ad accogliere la pittura.<\/p>\n<p>Questi lavori si potrebbero \u201csuddividere\u201d in gruppi compositivi: quelli in cui emergono i riflessi, giochi dell\u2019acqua svolti su \u201csanpietrini\u201d, asfalto e pozzanghere che mostrano un mondo totalmente ribaltato come uno specchio che rivela il suo opposto e dalla terra ci rimanda all\u2019aria (<em>Il gioco dell\u2019acqua I<\/em>, 2006 e III, 2010; <em>La pozzanghera<\/em>, 2009) o in cui le immagini di laghi e mari attraverso le sue piante creano forme quasi astratte (<em>Riflessi e piante acquatiche<\/em>, 2009) o distorcono la realt\u00e0 \u201csciogliendola\u201d mentre scorre gi\u00f9 dal parabrezza di una macchina durante una giornata di pioggia (<em>Il gioco dell\u2019acqua II<\/em>, 2010).<\/p>\n<p>Segue poi una serie di paesaggi \u201ctradizionali\u201d in cui composizioni, colori e pennellate si avvicinano alla cultura di fine \u2018800\/primi \u2018900, passando da Camille Corot, agli impressionisti e ai macchiaioli (<em>Paesaggio<\/em>, 2014-15; <em>Lago d\u2019Averno<\/em>, 2013; <em>Paesaggio al crepuscolo<\/em>, 2011; <em>Sessa Aurunca<\/em>, 2016), con studi \u201cen plein air\u201d per la nebbia e le atmosfere (<em>Lungo il lago Averno<\/em>, 2008; <em>Santa Maria della Salute<\/em>, 2011). A questo ambito appartengono pure tutta una serie di quadri con casolari e palazzi in cui emerge la struttura architettonica, di dimensioni 30 x 40 cm (<em>Paesaggio<\/em>, 2012; <em>Verso l\u2019imbrunire<\/em>, 2014) o di piccolo formato 13 x 18 cm (<em>Casolari<\/em>, 2008; <em>La casa del pescatore<\/em>, 2009; <em>Paesaggio del Sud<\/em>, 2006; <em>Paesaggio<\/em>, 2012). Diversi appaiono invece gli scenari in cui la pittura si mostra pi\u00f9 dettagliata e realistica descrivendo ogni pi\u00f9 flebile filo d\u2019erba o luccichio sui ciottoli (<em>L\u2019Averno<\/em>, 2015) tra cui si nasconde un burattino abbandonato al suo destino (<em>Quello che prende poi rid\u00e0<\/em>, 2016).<\/p>\n<p>In definitiva, sono tutte opere in cui, in maniera silenziosa o pi\u00f9 dirompente, il paesaggio pare voglia lasciare un messaggio, sia esso di calma e serenit\u00e0 in equilibrio dinamico o di anima in tumulto, piegata come l\u2019albero dal forte vento in tempesta, che vede andar il palloncino rosso in lontananza: una ferita che non si potr\u00e0 pi\u00f9 rimarginare o forse solo la fuga verso la libert\u00e0 e la luce (<em>L\u2019albero e il palloncino<\/em>, 2010).<\/p>\n<p>Al tema del gioco sono da riportare le rappresentazioni di fabbriche ormai distrutte e abbandonate, balocchi creati dall\u2019uomo che poi non li ha saputi tutelare e pertanto hanno ormai perso la loro utilit\u00e0 e il senso per cui erano stati costruiti fornendo lavoro all\u2019uomo stesso (<em>Il giocattolo distrutto<\/em>, 2010; <em>Fine di un compito<\/em>, 2016).<\/p>\n<p>Da non trascurare infine \u00e8 anche la produzione incisoria di Statti a partire dal 2005, che oscilla da una perizia grafica minuziosa tipica dell\u2019acquaforte<\/p>\n<p>e dell\u2019acquatinta -anche qui Venezia e le sue lagune esercitano un fascino particolare ai suoi occhi (<em>Acqua alta a Venezia; Passeggiata a Venezia; Paesaggio veneziano<\/em>, tutte del 2009 e <em>L\u2019Arsenale di Venezia<\/em>, 2014)- o della puntasecca dagli scuri vellutati (<em>Sul lago<\/em>, 2011), per poi invece realizzare stampe dal sapore informale con le tecniche d\u2019incisione sperimentale che tanto ci rimandano alle sensibilit\u00e0 \u201cpittoriche\u201d di Rina Riva, attraverso l\u2019utilizzo di nastri adesivi e materie su supporti di cartone inchiostrati a poup\u00e9e a pi\u00f9 colori (<em>La casa sul mare<\/em>, 2011; <em>Venezia e Paesaggio<\/em>, entrambe del 2012).<\/p>\n<p>Luoghi dell\u2019anima quindi, reali o fantastici, che ci sospendono in un universo interiore, \u201coltre\u201d, trascorso o recente, che nei suoi colori e forme ci conduce in terre lontane, ancora tutte da esplorare nel lungo e sconfinato tragitto della vita\u2026<\/p>\n<p>A questi panorami ritratti da Statti, reali o nostalgici, spesso legati alla nostra terra, bene si accostano le immagini del video-drone <em>Fuori dal mondo<\/em>, a cura di <strong><em>Lux in Fabula<\/em><\/strong>, che mostra visioni inedite del Complesso Archeologico delle Terme di Baia, sito suggestivo e di grande rilievo per i Campi Flegrei.<\/p>\n<p>Chiude in bellezza questa esposizione l\u2019esecuzione di brani per piano, <em>Fugaci armonie<\/em>, di <strong>Giancarlo Cuneo<\/strong>: giovanissimo e talentuoso musicista, da quasi dieci anni studia pianoforte, vincendo vari concorsi, suonando in coppia o da solista. Appassionato di jazz, da un anno amplia notevolmente le sue competenze strumentali studiando anche il violoncello. Le musiche da lui scelte, tra cui l\u2019improvvisazione di sua creazione <em>Comm&#8217; iesc&#8217; iesc&#8217;<\/em>, porteranno il pubblico verso quegli orizzonti sconfinati che Statti mostra con la sua pittura.<\/p>\n<p>Come sempre, una serata irrinunciabile, in cui l\u2019arte si declina sotto le sue mille sfaccettature per regalare al pubblico di <em>Controsegno<\/em> tante emozioni per quante sono le vibrazioni dello spirito\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Testo critico di Veronica Longo <\/em><\/p>\n<p><em>Rassegna stampa a cura di Rosalba Volpe<\/em><\/p>\n<p><em>Catalogo della mostra costo 7\u20ac, in vendita durante l\u2019esposizione a 5\u20ac<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 aperta dal 18 giugno al 3 luglio, dal marted\u00ec al sabato: 10.00\u201314.00 e 16.00\u201320.00; domenica 16.00\u201319.30. Luned\u00ec e festivi chiuso. INGRESSO LIBERO. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Info: +39 3398735267 &#8211; <a href=\"mailto:controsegno@libero.it\">controsegno@libero.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.controsegno.com\/\">http:\/\/www.controsegno.com<\/a> &#8211; FB: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/AtelierControsegno\/?\">AtelierControsegno<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Evento Facebook visibile anche per i non iscritti al social network: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/566539920173948\/\">https:\/\/www.facebook.com\/events\/566539920173948\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 18 giugno 2016, alle ore 18.30, si inaugura la mostra dell\u2019artista Lucio Statti, a cura di Veronica Longo, in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (lungomare Bagnoli, nei pressi della stazione Cumana Dazio). 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