{"id":1681,"date":"2016-04-23T14:08:48","date_gmt":"2016-04-23T13:08:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.controsegno.com\/?p=1681"},"modified":"2016-04-23T14:08:48","modified_gmt":"2016-04-23T13:08:48","slug":"susi-piazza-sottili-armonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.controsegno.com\/?p=1681","title":{"rendered":"Susi Piazza: sottili armonie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sabato 7 maggio 2016, alle ore 19.00, si inaugura la mostra dell\u2019artista friuliana Susi Piazza, a cura di Veronica Longo, presso l\u2019Atelier <em>Controsegno<\/em>, in Via Napoli 201, lungomare Bagnoli (Cumana <em>Dazio<\/em>).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Apre la serata la performance di danza contemporanea della ballerina Angela Rizzo, la chiude l\u2019esibizione di musica strumentale dell\u2019<em>Antonello Petrella Trio <\/em>(Antonello Petrella sassofono, Marco Garofano chitarra, Enrico Buono basso e contrabbasso).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>E con maggio ricompare il caldo, la voglia di sole, spiaggia e Susi Piazza, l\u2019artista che lo scorso agosto ha portato a Pozzuoli la sua conoscenza del cartone tenendo un bellissimo seminario presso la nostra sede sulle rive del mare.<\/p>\n<p>Classe 1965, Susi Piazza nasce a San Vito al Tagliamento (Pordenone) dove si diploma in <em>Ragioneria<\/em> nel 1984 ma, ben presto, scopre l\u2019amore per l\u2019arte iniziando, casualmente, a frequentare lo studio di un maestro friulano dove apprende le tecniche della puntasecca e dell\u2019acquaforte. In seguito a questa \u201crivelazione\u201d, Susi sceglie di dedicarsi esclusivamente all\u2019incisione e dopo diverse esperienze sul posto approda a Venezia, all\u2019<em>Atelier Aperto <\/em>diretto da Nicola Sene che diventa la sua grande mentore. E non poteva esserci luogo pi\u00f9 proficuo per Susi, laddove l\u2019<em>Atelier Aperto<\/em>, da sempre, \u00e8 la fucina di grandissimi artisti; l\u00ec si specializza nell\u2019incisione sperimentale con gli illustri Riccardo Licata, Rina Riva, Elias Benavides, oltre a Silvano Gosparini, direttore del <em>Centro Internazionale della Grafica di Venezia<\/em>, con il quale realizza vari pregevolissimi libri di artista. Negli anni Susi continua la sua ascesa artistica, esponendo, curando progetti di grafica o tendendo corsi, non solo nel territorio friulano e veneto, ma in giro per il mondo.<\/p>\n<p>Torna a Pozzuoli con la sua allegria, la grande voglia di vivere e questa volta anche con le incisioni, qui esposte in tutto il loro colore e dinamicit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono corpi di donna, rappresentati in maniera non convenzionale, laddove, la raffigurazione degli stessi non appartiene alla figurazione classica, ma sono l\u2019espressione di un moto dell\u2019animo.<\/p>\n<p>Si tratta prevalentemente di opere eseguite su cartone cuoio o grigio \u201cvegetale\u201d, in maniera singolare: Susi talvolta incide a puntasecca il soggetto gi\u00e0 \u201cprogrammato\u201d nelle sue forme essenziali e ne rende la plasticit\u00e0 con spatolate di stucco, polveri o altri materiali \u201cgiustapposti\u201d al supporto, altre volte crea casualmente delle \u201cmacchie\u201d con lo spray sul cartone, che poi sfrutter\u00e0 per dare forma all\u2019immagine che giace l\u00ec nascosta. Anche se stilisticamente sono totalmente diversi, questo modo di lavorare non pu\u00f2 non ricordarci Michelangelo quando affermava che <em>ogni blocco di pietra ha una statua dentro di s\u00e9 ed \u00e8 compito dello scultore scoprirla <\/em><em>e cos\u00ec, Susi Piazza, l\u2019artista del cartone, fa emergere da questo supporto povero, le rappresentazioni della sua mente. Queste donne, piegate e sole (<\/em><em>Nudo<\/em><em>, 2005),oppure in gruppo con altre, espongono i loro corpi spogli al mondo che le osserva, non hanno volti e mani, probabilmente perch\u00e9 i sentimenti non necessitano di dati fisiognomici per esser riconosciuti, ma parlano da s\u00e9. E\u2019 questo il caso di stampe come <\/em><em>Violenza<\/em><em> (2014) in cui la donna senza viso rivela tutto il suo abbandono, o di <\/em><em>Tensione<\/em><em> (2014) in cui sembra ci sia un movimento ritmico, che potrebbe ricordare l\u2019olio su tela <\/em><em>La danza <\/em><em>(1909) di Henri Matisse. Se, infatti, i suo lavori risultano molti pittorici e ben diversi dal prototipo dell\u2019incisione tradizionale, ci\u00f2 \u00e8 scaturito non solo dalla modalit\u00e0 dell\u2019artista di rendere le masse con paste fluide, carborundum e tanto altro, ma anche, e soprattutto, da una grande conoscenza e perizia in fase di stampa, laddove non solo la scelta delle tonalit\u00e0 degli inchiostri \u00e8 fondamentale, ma il modo in cui li si adopera. Susi, infatti, realizza le sue grafiche con velature, mascherine, rullate, imprimendo varie volte diverse matrici o creando soluzioni composte da fondi pi\u00f9 \u201ctrasparenti\u201d sovrapposti ad altri e impressi sullo stesso foglio, pertanto, la fase di stampa si trasforma a sua volta in un momento demiurgico. Lo stesso accade nelle xilografie in cui la matrice, resa materica da segni e abrasioni, viene inchiostrata sia nel solco (come una calcografia) sia nel rilievo per mezzo dei rulli. Il risultato finale sono opere cariche di forza, qualche volta dai toni terrosi e brillanti, altre dalle sfumature lievi e delicate, in cui materie e inchiostri si sovrappongono per offrirci una ricercata armonia di forme e colori, con sfondi estremamente pittorici.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Su questa scia, al confine tra il pathos e la voglia di vita delle interpreti femminili di Susi Piazza, si colloca, all\u2019apertura del vernissage, la performance di danza contemporanea della ballerina Angela Rizzo per poi chiudere la serata in bellezza con le sonorit\u00e0 acustiche dell\u2019A<\/em><em>ntonello Petrella Trio.<\/em><\/p>\n<p>In particolare, la salernitana <strong>Angela Rizzo<\/strong> ha intrapreso gli studi di danza nel 2005, presso il <em>Centro Studi Danza Classica &amp; Moderna<\/em> di Anna Iorio e Valeria Milingi, perfezionandosi in classico, moderno, contemporaneo e hip-hop. Nel corso della sua formazione, ha partecipato a numerose rassegne e per l\u2019occasione presenter\u00e0 una performance inedita, <em>Free woman,<\/em> nella quale mette in scena non solo il senso di libert\u00e0 della donna, ma la sua essenza come luce, terra e oscurit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Conclude la presentazione della mostra l\u2019<\/em><strong><em>Antonello Petrella Trio<\/em><\/strong>composto da <strong>Antonello Petrella<\/strong> al sassofono, <strong>Marco Garofano<\/strong> alla chitarra ed <strong>Enrico Buono<\/strong> al basso e contrabbasso che eseguiranno <em>Music in our minds<\/em><em>, <\/em>brani inediti tra jazz, funky e sonorit\u00e0 mediterranee. Nello specifico, Antonello Petrella \u00e8 il sassofonista di vari collettivi musicali (<em>Rete co&#8217;mar<\/em>, <em>Bata ngoma<\/em>, <em>Orchestra acustica del<\/em> <em>Pausyllipon<\/em>) la cui passione per la musica d&#8217;improvvisazione, lo inducono a presentare un progetto che prevede pezzi strumentali originali, di propria composizione, oltre a una rivisitazione di alcuni brani della tradizione afro-americana. Per fare ci\u00f2 si avvale di due interpreti di esperienza e di estremo gusto musicale come Marco Garofano (<em>Bata ngoma<\/em>) e Enrico Buono (<em>Orchestra acustica del Pausilypon<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Come sempre, un evento da non perdere, esordio di una serie di iniziative irrinunciabili tenute in Atelier: <strong>Domenica 8 maggio, <\/strong><\/em><em><strong>Materia, segno e colore<\/strong><\/em><strong>,<\/strong><em> <strong>ore 10:00-19:00<\/strong>, corso di Susi Piazza dedicato all\u2019incisione sperimentale su cartone e plexiglas<\/em><strong>\u00a0(massimo 10 persone, prenotazione obbligatoria).<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sabato 14 maggio, <em>Serate in atelier<\/em>: <\/strong><em><strong>Tessendo sogni sottili<\/strong><\/em><strong>, ore 21:00, monologo che tratta della vita della fotografa Tina Modotti interpretato dall&#8217;attrice Federica Palo con la regia di Francesca Picci e, per l\u2019occasione, con la voce narrante di Raffaele Bruno (massimo 40 persone<\/strong>,\u00a0su prenotazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E per tutto il resto, non resta che continuare seguirci in questo cammino verso l\u2019arte, sotto le sue mille sfaccettature e sottili armonie\u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Testo critico di Veronica Longo <\/em><\/p>\n<p><em>Rassegna stampa a cura di Rosalba Volpe<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 aperta dal 7-21 maggio, dal marted\u00ec al sabato: 10.00 \u2013 14.00 e 16.00 \u2013 20.00; domenica 16.00 \u2013 19.30. Luned\u00ec e festivi chiuso. INGRESSO LIBERO. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Info e prenotazioni: +39 3398735267 &#8211; controsegno@libero.it <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.controsegno.com\/\">http:\/\/www.controsegno.com<\/a><strong> &#8211; FB: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/AtelierControsegno\">http:\/www.facebook.com\/AtelierControsegno<\/a><\/p>\n<p><strong>Evento facebook: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/990083164374387\/\">https:\/\/www.facebook.com\/events\/990083164374387\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 7 maggio 2016, alle ore 19.00, si inaugura la mostra dell\u2019artista friuliana Susi Piazza, a cura di Veronica Longo, presso l\u2019Atelier Controsegno, in Via Napoli 201, lungomare Bagnoli (Cumana Dazio). Apre la serata la performance di danza contemporanea della ballerina Angela Rizzo, la chiude l\u2019esibizione di musica strumentale dell\u2019Antonello&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1682,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1681"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1681"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1681\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1683,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1681\/revisions\/1683"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.controsegno.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}