{"id":1592,"date":"2015-11-28T16:17:15","date_gmt":"2015-11-28T16:17:15","guid":{"rendered":"http:\/\/controsegno.com\/?p=1592"},"modified":"2015-12-15T15:35:06","modified_gmt":"2015-12-15T15:35:06","slug":"da-venezia-a-napoli-il-centro-internazionale-della-grafica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.controsegno.com\/?p=1592","title":{"rendered":"Assonanze"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sabato 28 novembre 2015, alle ore 18.00, si inaugura la mostra di Carlo Errico, Salvatore Oppido, Gustavo Pozzo e Nello Span\u00f2, a cura di Veronica Longo, presso l\u2019Atelier <em>Controsegno<\/em>, in via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (nei pressi della stazione Cumana <em>Dazio<\/em>).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalle 19.00 il gruppo <em>Rete Co\u2019mar<\/em> presenta una performance unplugged totalmente inedita tratta dal loro primo lavoro <em>Tutti Fuori<\/em>.<\/strong><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1592 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1600'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Errico-La-madre-2015-acquaforte-e-acquatinta-395-x-290-mm-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-1600\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1600'>\n\t\t\t\tErrico, La madre, 2015, acquaforte e acquatinta, 395 x 290 mm\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1601'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Oppido-Tratti-di-donna-Le-muse-1985-xilografia-340-x-250-mm-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-1601\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1601'>\n\t\t\t\tOppido, Tratti di donna &#8211; Le muse, 1985, xilografia, 340 x 250 mm\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1602'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Pozzo-A-botta-2015-digital-print-500-x-400-mm-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-1602\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1602'>\n\t\t\t\tPozzo, A botta, 2015, digital print, 500 x 400 mm\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1603'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Span\u00f2-Fede-2000-acquaforte-e-acquatinta-500-x-320-mm-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-1-1603\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1603'>\n\t\t\t\tSpan\u00f2, Fede, 2000, acquaforte e acquatinta, 500 x 320 mm\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quattro artisti di estrazione campana, molto diversi tra loro, ma accomunati dall\u2019amore per la grafica e la stampa: sono Carlo Errico, Salvatore Oppido, Gustavo Pozzo e Nello Span\u00f2. Mentre Pozzo si laurea in giurisprudenza iniziando il suo cammino da artista come autodidatta, approdando all\u2019incisione e alla fotografia digitale, gli altri tre si diplomano all\u2019Istituto d\u2019Arte <em>Palizzi<\/em> proseguendo il loro percorso con strade diverse: scultura, pittura e incisione per Errico; docente di grafica e stampatore-collaboratore per maestri di fama internazionale Oppido; insegnante, restauratore, broker d\u2019antiquariato Span\u00f2. Questa \u201cdivergenza\u201d di tragitto si manifesta nella loro produzione che riflette un\u2019approfondita conoscenza del segno, ma con le proprie peculiarit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Errico<\/strong> preferisce la calcografia, ma non in maniera strettamente tradizionale; rappresenta spesso scene di una vita \u201cpopolana\u201d che sembra ormai trascorsa, dai volti segnati e significativi: il suo solco, largo e \u201csbavato\u201d, potrebbe ricordarci molto i tratti \u201cbruciati\u201d di Luigi Bartolini. I medium adoperati dall\u2019artista, prevalentemente ceramolle o acquatinta, consentono, inoltre, di ottenere questi effetti molto \u201cpittorici\u201d. Errico predilige spesso il colore che pu\u00f2 passare dalle terre alle tinte sgargianti e brillanti, enfatizzando cos\u00ec le vicende di vita quotidiana in cui sono inseriti i suoi personaggi, soprattutto bambini e anziani che con le loro espressioni intense sono palpitanti di umanit\u00e0 e risentono della lezione del suo grande maestro del \u2018900 napoletano, Alberto Chiancone. Se i protagonisti di Errico sono spesso contorti su stessi e sofferenti, diversa \u00e8 la raffigurazione rigogliosa della natura morta e del paesaggio che si mostra colmo di fronde e foglie riflesse nelle acque.<\/p>\n<p><strong>Salvatore Oppido<\/strong> sebbene conosca ogni scibile dell\u2019arte grafica, dalla progettazione pubblicitaria alle tecniche di stampa tradizionale, passando ovviamente per tutte le discipline (rilievo, incavo e in piano) avendola praticata e insegnata per anni ad almeno la met\u00e0 degli artisti campani oggi in attivo, ama in particolar modo la xilografia, che pratica in maniera quasi \u201creligiosa\u201d. Ogni segno \u00e8 tagliato con cura come se si trattasse di un cesello raffinato e il nitore e la precisione di questi ci rimandano alla cultura giapponese o a Escher che tanto giocava con la doppia lettura delle linee e dei simboli. Oppido prepara i suoi legni con perizia molto spesso adopera pi\u00f9 matrici per la stessa opera, al fine di arricchire non solo la trama dei segno ma anche la sovrapposizione dei colori. I suoi soggetti ci riportano a un\u2019umanit\u00e0, che per\u00f2 sembra metter in evidenza vizi e virt\u00f9; forme e ambientazioni ricordano, per la sua forte carica simbolica e satirica, il suo maestro Nicola Gambedotti.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 invece <strong>Gustavo Pozzo<\/strong> che dai tre si distacca leggermente per una ricerca che approda anche nell\u2019arte digitale. Se le puntesecche restano in parte legate alla tradizione per la rappresentazione di un elemento tipico del paesaggio campano, come il Vesuvio, subito ne prende le distanze, non solo per l\u2019utilizzo del plexiglas, ma soprattutto per l\u2019esplosione dei colori e le forme fantastiche che assume la lava, come ad esempio quella a forma del tipico \u201ccorno\u201d partenopeo. Senza dubbio di estremo interesse sono le opere che partendo dal digitale vengono poi riprodotte in stampa su carta di gelso pregiata: si tratta di lavori di grande impatto a colori, o vortici, movimenti spaziali ed esplosioni dinamiche in bianco e nero, che potrebbero rimandare agli esperimenti compiuti da Stanley William Hayter, il quale negli ultimi anni si dedic\u00f2 all\u2019optical art (dopo aver diffuso tanto i suoi metodi con morsure e rullate multiple dalle mille sfumature).<\/p>\n<p>Chiude questo circolo <strong>Nello Span\u00f2<\/strong>, con lui tutto sembra immerso in un\u2019altra dimensione, quasi surreale: persino le scene storiche di et\u00e0 napoleonica, o quelle di guerra e massacro di et\u00e0 contemporanea o dei nostri giorni, con soldati morti sul campo, naufraghi o uomini in armatura sui destrieri, appaiono ferme e fissate nel tempo, come se il disastro di cui si sta narrando fosse permeato da una strana quiete, mentre tutto intorno \u00e8 tragedia e distruzione. Alcuni elementi come marionette, manichini, \u201cpupi\u201d siciliani, cavalli, solidi e conchiglie sono ricorrenti nelle sue opere, cos\u00ec come la rappresentazione della natura morta. Span\u00f2, pur dedicandosi anche alla xilografia, predilige l\u2019acquaforte e l\u2019acquatinta e, soprattutto nella prima, d\u00e0 il meglio di s\u00e9, con una nitidezza di linee e una bellezza di \u201creticolati\u201d pari a quelli di Giorgio Morandi, mantenendo cos\u00ec, per la perizia tecnica e l\u2019uso del bianco e nero o in alternativa del seppia, un legame stretto con l\u2019incisione \u201cclassica\u201d.<\/p>\n<p>In definitiva quattro artisti, che nonostante le profonde differenze di stile e metodologia esprimono con la grafica il loro mondo fantastico.A completare l\u2019evento, il gruppo <strong><em>Rete Co&#8217;mar (Collettivo Organizzato di Manutenzione Artistica Reciproca)<\/em><\/strong> presenter\u00e0 una performance esclusiva tratta dal loro primo lavoro <em>Tutti Fuori<\/em>, prodotto da Claudio Pocci (gi\u00e0 produttore di <em>Terra mia<\/em> di Pino Daniele). Nati nel 2012 come laboratorio di sperimentazione teatrale e musicale, si esprimono attraverso la \u201ccanzone-teatro\u201d, una modalit\u00e0 che porta il teatro in musica. Il nome rimanda a una \u201crete col mare\u201d, allo stereotipo di una Napoli \u201ccartolina\u201d ancora da superare; con i loro linguaggio, grottesco e scanzonato, si prefiggono cos\u00ec di andare oltre l\u2019ordinario e la grigia quotidianit\u00e0. La loro musica \u00e8 stata definita folk d\u2019autore, o teatro-folk: spazia dalla sonorit\u00e0 etno-mediterranee allo swing, con influenze sud americane e suggestioni balcaniche. La Rete Co\u2019mar \u00e8 costituita da: <strong>Silvia Romano<\/strong> (voce), <strong>Vittorio Nicoletti Altimari<\/strong> (controbbasso e voce), <strong>Raffaele Bruno<\/strong> (voce recitante), <strong>Emanuele Aprile<\/strong> (pianoforte, fisarmonica e voce), <strong>Luigi Brunetti<\/strong> (chitarre e voce), <strong>Antonello Petrella<\/strong> (sassofono, tenore e soprano) e <strong>Carmine Brachi<\/strong> (batteria).<\/p>\n<p>Una serata, quindi, in perfetta assonanza d\u2019intenti ed emozioni tra artisti diversi, ma che regaler\u00e0 agli spettatori tante suggestioni per quanti sono i moti dell\u2019animo di ognuno\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_1604\" aria-describedby=\"caption-attachment-1604\" style=\"width: 709px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tutti-Fuori_Rete-Comar.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1604 size-full\" src=\"http:\/\/controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tutti-Fuori_Rete-Comar.jpg\" alt=\"Rete Co'mar_Tutti Fuori\" width=\"709\" height=\"709\" srcset=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tutti-Fuori_Rete-Comar.jpg 709w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tutti-Fuori_Rete-Comar-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Tutti-Fuori_Rete-Comar-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 709px) 100vw, 709px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1604\" class=\"wp-caption-text\">Rete Co&#8217;mar_Tutti Fuori<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><em>Testo di Veronica Longo<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Rassegna Stampa a cura di Rosalba Volpe<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra rester\u00e0 aperta fino al 12 dicembre, dal marted\u00ec al sabato: 10.00 \u2013 14.00 e 16.00 \u2013 20.00; domenica: 16.00 \u2013 19.30. Luned\u00ec e festivi chiuso. INGRESSO LIBERO.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Info: +39 3398735267 \u2013 <a href=\"mailto:controsegno@libero.it\">controsegno@libero.it<\/a> \u2013 www.controsegno.com &#8211; FB: Atelier Controsegno<\/strong><\/p>\n<p><strong><strong>Evento FB:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/481378132068732\/\">https:\/\/www.facebook.com\/events\/481378132068732\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-1592 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1618'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Silvia-Romano_voce-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1618\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1618'>\n\t\t\t\tSilvia Romano_voce\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1615'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Antonio-Petrella_sassofono-tenore-e-soprano-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1615\" srcset=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Antonio-Petrella_sassofono-tenore-e-soprano-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Antonio-Petrella_sassofono-tenore-e-soprano-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Antonio-Petrella_sassofono-tenore-e-soprano.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1615'>\n\t\t\t\tAntonio Petrella_sassofono tenore e soprano\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1617'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Luigi-Brunetti_chitarra-voce-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1617\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1617'>\n\t\t\t\tLuigi Brunetti_chitarra, voce\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1616'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Emanuele-Giovanni-Aprile_pianoforte-fisarmonica-voce-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1616\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1616'>\n\t\t\t\tEmanuele Giovanni Aprile_pianoforte, fisarmonica, voce\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.controsegno.com\/?attachment_id=1619'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.controsegno.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Vittorio-Nicoletti-Altimari_contrabbasso-voce-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1619\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1619'>\n\t\t\t\tVittorio Nicoletti Altimari_contrabbasso, voce\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 28 novembre 2015, alle ore 18.00, si inaugura la mostra di Carlo Errico, Salvatore Oppido, Gustavo Pozzo e Nello Span\u00f2, a cura di Veronica Longo, presso l\u2019Atelier Controsegno, in via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (nei pressi della stazione Cumana Dazio). 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